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piastrelle pavimento tradizionali sarde

Italian Bathrooms #18: il sogno di una casa al mare

Una tipica abitazione tabarchina, un piccolo bagno da arredare: ho curato il progetto di questa casa al mare un anno e mezzo fa, e finalmente oggi ve lo racconto grazie agli scatti fotografici realizzati da Elenia Palmas.

Alessandra mi ha contattata tramite il blog, chiedendomi aiuto per progettare e arredare il piccolo bagno della casa al mare che aveva da poco acquistato. Da tempo sognava di realizzare questo suo sogno, e inizialmente puntava la Grecia, per poi innamorarsi dell’isola di San Pietro, a Carloforte, in Sardegna. Ha trovato una tipica casa tabarchina, a 10 minuti dalle spiagge, e ha deciso di ristrutturarla. Io, confesso, all’inizio ho googlato sia “Carloforte” che “tabarchina“. E ho scoperto un piccolo paradiso, con una forte identità culturale e architettonica.

Aveva le idee chiare (e un ottimo gusto), il mio supporto le serviva per definire in dettaglio le scelte d’arredo. Aveva già fatto una buona selezione di stili e prodotti, e mi chiedeva di realizzare un ambiente che fosse coerente con quanto aveva già in parte messo a fuoco.

La sua piccola casa tabarchina ha finestre azzurre e una vista da sogno sul territorio circostante

Ci teneva a sottolineare il legame di quella piccola casa con il territorio d’appartenenza, e aveva trovato da un rivenditore locale delle piastrelle tradizionali sarde recuperate da una villa antica, perfette per il suo bagno. Le cementine carlofortine sono state il punto di partenza dell’intero progetto.

Le piastrelle tradizionali sono cementine carlofortine, recuperate da una villa sarda antica tipica della zona

Lavorazioni artigianali, rivestimenti e materiali naturali e caldi al tatto

Alessandra aveva richieste specifiche:

  • Voleva ricavare una nicchia doccia e separarla con una tenda: aveva letto il mio post sui vantaggi delle tende doccia e si era convinta!
  • Aveva deciso di rinunciare al bidet, optando per una doccetta da posizionare di fianco al water: una scelta atipica, ma sempre più comune.
  • Per quanto riguarda gli arredi, non voleva un mobile da bagno classico, ma qualcosa di non convenzionale.
  • Per i rivestimenti a parete, inizialmente mi aveva chiesto di posare resina in tutto il bagno: non ero convinta, e le ho preparato una controproposta.

Consulenza arredo bagno a distanza: come funziona

Alessandra ha richiesto una consulenza online, per cui tutto è stato gestito a distanza. Lei mi ha mandato le piante della casa e le sue richieste, ci siamo sentite diverse volte (anche tramite whatsapp) per delineare i vari elementi, abbiamo condiviso immagini e riflessioni. Io le ho poi preparato un fascicolo con le mie proposte, la soluzione d’arredo pensata per il suo bagno, il progetto complessivo e la lista delle collezioni o dei brand che ritenevo adatti a realizzarlo.

Non potendo io gestire direttamente la selezione dei prodotti, si è affidata a un rivenditore locale (con il quale ho potuto confrontarmi personalmente), che le ha fornito e installato sanitari e arredi per il bagno.

Il progetto: un mobile da bagno che sembra una libreria

Cosa le ho proposto:

La casa è un piccolo gioiellino: il bagno è l’unico dell’abitazione, e dà sulla zona giorno, per cui spesso resta a vista (se le porte restano aperte). Volevo quindi che facesse parte della zona giorno, che quasi non sembrasse un bagno. Ecco perché ho sfruttato tutta la parete di fondo per ricavare il mobile, che in realtà altro non è che una serie di mensole realizzate a misura da un artigiano locale, una delle quali utilizzata come top per il lavabo da appoggio. Essendo una casa al mare, le necessità contenitive sono diverse rispetto a quelle di un bagno di utilizzo abituale, quindi un mobile tutto a giorno può essere una buona idea d’arredo, che rende molto dal punto di vista estetico.

Non mi andava di interrompere le mensole per inserire la specchiera. Così, le ho proposto di infilare quest’ultima direttamente nelle due mensole superiori, così da renderla stabile e da dare continuità al mobile / libreria. Poteva contare su un artigiano locale, quindi non avremmo avuto problemi a far eseguire le lavorazioni.

Lo specchio con cornice in ferro (realizzato anch’esso da un fabbro locale) è stato inserito nelle due mensole in legno, fresate su misura

La nicchia doccia

Lo scarico della doccia era già stato posizionato, per cui ricavare la nicchia per la doccia è stato abbastanza immediato. Il dubbio iniziale era sul creare un box doccia ad angolo tutto in vetro o sul separare la zona con una spalla in muratura, per poter usare la tenda doccia che tanto desiderava. Abbiamo scelto la seconda opzione.

Le ho consigliato una tenda doccia in lino, semplice ed elegante (comprata su purolino.it). La barra è stata realizzata su misura in acciaio.

Water e doccetta bidet

In questo modo non si creano problemi per l’ingombro di una eventuale porta doccia, che avrebbe potuto sbattere sul wc, che si trova esattamente davanti alla doccia.

Bidet o doccetta da bidet? Io non consiglio mai di rinunciare al bidet, ma bisogna rifletterci bene caso per caso. Questa è una casa al mare (dunque non vissuta tutto l’anno), e quasi sempre quando si rientra si usa la doccia. Doccia che peraltro è presente anche sul patio esterno. Le dimensioni ridotte del bagno, in questo caso, avrebbero obbligato a ridurre sia il mobile che la doccia, per farci stare anche il bidet. La scelta di eliminarlo è stata quasi immediata insomma. Al suo posto, è stata installata una doccetta da bidet, che può essere usata in caso di bisogno: si tratta di un rubinetto con un flessibile che viene posizionato vicino al water, spesso lo si vede nei bagni pubblici dove, appunto, il bidet non c’è.

Dettaglio: la doccetta bidet

E le pareti?

Alessandra, come dicevo all’inizio, pensava di rivestire tutto, doccia inclusa, con la resina. Io non ero convinta, perché non potevo controllare né il posatore né il tipo di prodotto che avrebbero usato (e in passato, quando avevo il negozio, ho avuto più di qualche feedback negativo sulle resine), per cui le ho proposto un gres effetto resina medio/grande formato, per ridurre al minimo le fughe e ottenere un simile effetto superficiale. Ha accolto al volo la mia proposta!

Ha fatto una ricerca verificando quali prodotti aveva a disposizione sull’isola (eh sì, perché una delle difficoltà di questo progetto è stata la necessità di trovare brand che fossero distribuiti in zona, perché in caso contrario le spese di trasporto sarebbero state troppo elevate) e ha trovato ciò che cercavamo.

Piastrelle in gres effetto resina (Alfalux. collezione Stucchi) scelte per le pareti e la nicchia doccia

Il risultato finale

Alessandra si è occupata poi personalmente degli ordini, seguendo le indicazioni presenti nel mio fascicolo e aggiornandomi man mano. Ecco le foto finali del piccolo bagno sardo, un sogno realizzato per lei, un progetto super coinvolgente per me.

Le ha scattate Elenia Palmas, fotografa e home stager sarda che ho conosciuto proprio per questo progetto!