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bidet reggia di Caserta

Storia del bidet: uno strano oggetto a forma di chitarra

Era da tempo che volevo scrivere questo post, dedicato (con amore e profonda stima) alla storia del bidet, il sanitario più amato dagli italiani. E a quanto pare da pochi altri popoli al mondo. Sì, perché siamo l’unico popolo  ad averne obbligatoriamente almeno uno in casa.  In questo articolo ripercorriamo le tappe principali della sua storia, per scoprire dove è nato e dove è più diffuso oggi.

 

Storia del bidet: le mie fonti

Ho fatto ricerche per diversi giorni (anzi, settimane) attingendo a diverse fonti e acquistando anche un libro d’epoca (bellissimo).

Mi sono affidata principalmente a:

  • La rete (Wikipedia in primis)
  • Il libro “Civiltà in bagno” di Lawrence Wright, 1960 (che ho trovato in edizione originale!).
  • Il libro “Storia del bidet” di Luciano Spadanuda, 2003


1700 – Indovinate chi ha inventato il bidet

 

Primo mito da sfatare: il bidet non lo abbiamo inventato noi italiani (che smacco!).

Fece infatti la sua comparsa in Francia nel 1700. A quel tempo il suo presunto inventore, tal  Christophe Des Rosiers, ne installò uno presso la residenza del Primo Ministro francese ad uso della sua signora, Madame De Prie. La cosa è giunta a noi grazie alle memorie dell’allora Ministro degli Esteri – nonché amante dell’allegra Madame De Prie – che nel 1726 racconta di essere stato ricevuto dalla signora (con non poco imbarazzo) mentre era a cavallo di uno strano sgabellino a forma di violino.

 

dipinto bidet Madame de Prie

La Toilette intime ou la Rose effeuillée (Louis-Léopold Boilly) – credits

 

L’episodio, raccontato da Spadanuda in “Storia del bidet“, è tanto esilarante quanto assurdo. Ad ogni modo, per la prima volta nella storia si parlò di bidet – definito “sedia di pulizie” negli inventari dell’epoca.

Pare che il termine “bidet” – risalente addirittura al Cinquecento – fu comunque adoperato subito, per la somiglianza con il termine francese “cavallino” (data la posizione che si assume quando vi si è seduti sopra).

La sua forma però deve aver ingannato spesso i francesi, perché nel 1739 l’oggetto veniva pubblicizzato da un rivenditore (evidentemente poco informato) come “custodia per violino in porcellana con quattro piedi”.

Alla Reggia di Versailles sull’onda dell’entusiasmo ne avevano installati addirittura 100, per poi eliminarli una decina d’anni più tardi perché inutilizzati.

Teniamo presente che il Settecento è stato un secolo un tantino avverso all’igiene personale: credenze religiose (e perfino mediche) convincevano le persone che fosse peccato lavarsi perché questo costringeva a guardarsi e toccarsi parti del corpo peccaminose.

Addirittura l’illuminato Diderot (1768) spiegava alla figlia quali fossero i dettami del decoro, sottolineandole “la necessità di celare a se stessi quelle parti del corpo la cui vista potesse indurre al vizio”.

  • Nel 1739 Remy Pàverie creo un curioso modello di bidet doppio, con schienali affiancati;
  • nel 1751 il laboratorio Duvaux ne realizzò uno per la Marchesa di Pompadour (grande fan del bidet!) uno “con schienale impiallacciato in legno di rosa e modanature floreali, piedi e ornamenti in bronzo dorato”, e uno per Madame de Talmont Saint-Germain, in ciliegio selvatico con intarsi in legno d’amaranto, sgabello rivestito di pelle rosa e impunturato di borchie dorate. Che darei per vederlo!
  • Nel 1762 Jacques Dulin utilizzò il metallo per realizzare un bidet portatile con piedini svitabili e decori (fiori o scene mitologiche).
bidet antico in legno

Uno dei bidet di Madame Pompadour

Si trattava di accessori personali che solo i nobili potevano farsi realizzare dai loro ebanisti, pertanto si trattava di esemplari unici e molto preziosi.

Qui a lato, uno dei bidet appartenuti a Madame Pompadour e battuto all’asta per 16.000€ (anche se con un valore stimato di più di 20.000€): realizzato in legno di faggio, è interamente scolpito e lavorato a mano, dallo schienale al coprisedile.

(fonte)

I francesi dimenticano il bidet

Con il passare dei decenni i francesi devono aver rinunciato del tutto ad apprezzarne l’utilità, tant’è che oggi il bidet pare venga installato solo nel 40% delle case. Pensare che negli anni ’70 era presente in quasi tutte le abitazioni francesi; solo negli ultimi decenni  è stato eliminato per questioni economiche e logistiche. Valli a capire.

CURIOSITA’ – Nel 2001 il Ministero del Turismo francese ha distribuito un opuscolo informativo che delineava alcune caratteristiche della clientela internazionale. In quest’opuscolo si leggeva che solo gli italiani erano interessati alla presenza del bidet nelle camere d’albergo, mentre ad esempio gli inglesi erano più impegnati a controllare il tipo di cuscino presente sul letto.

Insomma, a quanto pare il bidet è stato inventato dai francesi, che oggi lo hanno però dimenticato!

E in Italia?

 

Storia del bidet: A Caserta il primo bidet d’Italia

 

Alla Reggia di Caserta è ancora possibile ammirare in tutto il suo splendore il primo bidet della storia d’Italia.

La sua diffusione nel nostro paese ha inizio (e lo dico con un pizzico di orgoglio partenopeo) grazie all’innovativa regina di Napoli, Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, che ne fece installare uno nelle sue stanze private della Reggia di Caserta. L’esemplare (nella foto a lato) è composto da un catino in metallo appoggiato su una struttura di legno scuro intarsiato.

 

Si narra che quando i Savoia arrivarono nel Regno delle Due Sicilie non sapevano nemmeno cosa fosse il bidet. Dovendo inserirlo nell’inventario dei beni ritrovati nella Reggia (saccheggiati sarebbe più corretto…), non sapendo come definirlo, scrissero di uno “strano oggetto a forma di chitarra“.

 

I Borbone in effetti avevano un concetto molto avanzato di igiene personale (cosa stranissima per la loro epoca), tant’è che nella Reggia vi è una vera e propria stanza da bagno. Una vasca in granito con acqua corrente (all’inizio solo fredda), una toilette in marmo di carrara e un elegantissimo bidet… il primo bidet della storia italiana.

Questa era la stanza da bagno della Regina Maria Carolina.

 

Il bagno della reggia di Caserta

La stanza da bagno della Regina | Reggia di Caserta

Nell’Ottocento il bidetto o bidello (così veniva chiamato in Italia) fu ancora poco considerato, restava un accessorio conosciuto e usato solo da pochi nobili.

storia-bagno-bidet-bidetto

Fonte: etimo.it

 

In questo post della Dott.ssa Marilena Cremaschini ho trovato interessanti approfondimenti sulla storia del bidet legati all’evoluzione del concetto di igiene. Per poi scoprire che a sua volta l’autrice aveva inserito menzioni a questo post che state leggendo 🙂

 

Dalla camera da letto alla stanza da bagno

Altra tappa importante della storia del bidet riguarda la sua collocazione in casa: mentre infatti inizialmente era un accessorio utilizzato in camera da letto, solo più tardi entrerà a far parte degli elementi d’arredo della stanza da bagno, come vi racconto in questo post:

 

La principessa Sissi e il suo amato bidet

Eh sì, la Principessa Sissi era molto attenta alla sua igiene e alla cura del corpo. Manco a dirlo, quando sono stata a Vienna ho organizzato un tour proprio per conoscere qualche dettaglio in più (Eccolo, il mio Vienna Toilet Tour!). Tutto raccontato in questo post dedicato ai bagni della Principessa Sissi!

Curiosità: c’è un legame tra Sissi e la Regina Maria Carolina… che dipenda da questo il fatto che entrambe hanno fortemente voluto dei bidet nelle loro stanze private? In quel post vi dico di più!

 

 

Il bidet nel Novecento

A inizio secolo qualcosa si smuove, le case iniziano ad avere impianti idraulici più moderni, ma finché il bagno resta fuori dalle abitazioni il bidet non viene utilizzato.

Solo quando le case inglobano finalmente le stanze da bagno inizia pian piano ad entrare negli usi e costumi. Fino agli anni Trenta, per esempio, era ancora legato all’idea di malattie o necessità igieniche dei bordelli.

Veniva venduto alla Rinascente per £.60.

storia-bagno-invenzione-bidet

1910 – Storia del bidet | Wikipedia

 

Per questo post mi fermo qui, per conoscere qualche altra curiosità legata alla storia del bidet, nel post linkato qui sotto vi farò vedere come sono cambiati i bidet dal primo esemplare di Madame de Prie ai modelli contemporanei di design.

 

Il bidet oggi: dove è usato nel mondo?

 

Mi sono sempre occupata di arredo bagno, passando dalla produzione di box doccia alla gestione di uno showroom. Oggi per lavoro scrivo, di arredo bagno e non solo, su questo e altri blog di interni. Radici napoletane, occhi da orientale e un posto nel mondo da trovare.

Comments (24)

  • Articolo interessantissimo, mi piace l’uso incrociato di libri e tweets!! Simo sei troppo avanti!!! ^_^ E chi l’avrebbe immaginato che all’inizio fosse un oggetto irriconoscibile? per noi è così “normale” che… e mi viene in mente il film Mr. Crocodile Dundee… (scena del bidet!)

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  • Mario Palmieri

    Sapevo del primo bidet in Italia (visto anche di persona) e mi piacerebbe sbatterlo in faccia ai nordisti che ci chiamano colerosi, poi però penso che per dire cose del genere evidentemente queste persone hanno una scarsa intelligenza e quindi non capirebbero nemmeno cosa sto dicendo.
    Comunque ricordo il viaggio dell’ultimo anno di liceo, in cui si era deciso di andare a Budapest e la mia professoressa di inglese si preoccupò di cercare solo alberghi che avessero il bidet, scoprendo con grande sorpresa che quasi tutti gli alberghi ce l’avevano, così come tutto il resto dell’Ungheria. Confermi?

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  • Maria Grazia Tecchia

    Bellissimo! Aspettavo con impazienza questo post e non ha deluso le mie aspettative, anzi!
    E quando hai parlato del bagno della Reggia ho pensato al fatto che ogni volta che ci vado penso “beh, mica scema la regina… lo voglio anche io un bagno così”
    Una custodia per violino in porcellana su quattro piedi… no ma, ne vogliamo parlare??!

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      • Nel Giorno del Parini ci sono tot versi nei quali si allude al fatto che la dama del giovin signore riceva gli uomini seduta sul water.
        Ed è molto interessante osservare di come i nobili descritti dal Parini si facciano sì vedere da altri mentre fanno la cacca, ma intrattengono rapporti superficiali e finti con le altre persone.
        Insomma, il fare la cacca davanti ad altri non era visto – nel 1700 – come segno d’intimità.
        ps: ho iniziato Storia delle mutande, sempre di Luciano Spadanuda.
        L’ho cercato su internet, ho scoperto che ha scritto anche Storia del bidet e mi sono ricordato di questo post.
        Sono corso a commentare 🙂

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  • Elisabetta Tuci

    Sono reduce da un viaggio in Bretagna dove il bidet non esiste e trovo che sia un’assurdità non metterlo almeno nelle catene di hotels – Novotel Mercure Ibis- dove alloggiano i turisti. Resta un mistero come facciano i popoli che non hanno il bidet a pulirsi quando hanno la diarrea!

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    • guido perni

      Ecco perché, da un’indagine effettuata tempo fa, l’Inghilterra risultò il paese dove erano più presenti i colibatteri nei posti pubblici (telefoni, appigli in metro e bus, ecc.). Si potrebbe dedurre che non usano nemmeno il lavabo.

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    • Vittorio

      probabilmente si fanno la doccia.
      Adesso ho capito perché nei film americani i personaggi ogni volta che fanno pipì poi si lavano le mani, devono essere sporchissimi.
      Comunque ho il problema di trovare un bidè con la doccetta centrale ma non sono riuscito a sapere chi lo vende. Ancora adesso che siamo nel 3000,a molti non piace l’igiene intima.
      C’è stato un periodo che volevo installare il wc giapponese ( con bidè incorporato )ma a Milano nessuno è stato capace di farlo.

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  • Laura

    Ho letto almeno tre volte “Il giorno” del Parini,ma il paeticolare del “wc” non lo ricordo.
    Urge un ripasso?
    Vedremo.

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  • Giuseppe

    Sono da poco stato a Lione ed è mai possibile che oltre l’ orrore dell’assenza del bidet mi è toccato anche il cosiddetto bagno alla francese, ovvero gabinetto in una stanzino, totalmente privo di fonti d’acqua, mentre lavandino, nel mio caso addirittura due, e vasca da bagno in un’altra stanza?!?! E già, ed io dopo aver fatto la popò mi alzo e faccio il giro della casa per andarmi a lavare le mani…e solo quelle. Sono molto belle le francesi, ma guardandole non riesco a non pensare che non avendo il bidet… Concludo con una perla di Marco Presta: ” probabilmente se avesse avuto il bidet la biondina di Psycho sarebbe ancora viva!” 😉

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  • Simona

    Cara omonima, abito in Francia da 20 anni e oramai la questione bidet con i francesi e chiusa, ogni volta viene fuori la storia della doccia quindi lascio perdere per non andare in dettagli intimi, é una causa persa ! Aneddoto : Mio figlio é nato a Parigi. Il colmo dei colmi é che nelle maternità non c’é il bidet ! Che i francesi non se lo mettano in casa, peggio per loro, ma che non ci sia in ospedale dopo il parto, é allucinante. Eppure clinica super moderna, design, camera singola, tutto bello, ci mancava solo George Clooney ! E l’infermiera mi dà una bottiglia di plastica e mi dice, con sorrisino complice, le sarà utile ! Noooon, roba da medioevo.
    Ciao e brava Simona, sito interessante divertente ! 🙂

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  • franco magnoni

    Piccola doccia inserita nella tazza del water : pratico ed igienico. D’altra parte è noto che ai francesi piace il gorgonzola.

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  • Vittorio

    Grazie già conoscevo la storia, comunque stranamente a Milano dove abito, non riesco a trovare il bidet con la doccetta nella parte centrale dove ci si siede, ne avrei estremamente bisogno per un familiare disabile, Lei mi potrebbe far avere un indirizzo dove poterlo acquistare?
    La ringrazio anticipatamente.

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  • Complimenti ancora per l’articolo Simona!
    La dote di scrivere una storia così interessante a partire da un oggetto che si trova nel bagno..non è da tutti. Sei unica 😉
    Lo sapevi del nuovo trand del bidet stelle e strisce ?
    A quanto pare anche gli USA, patria del rock, non ha saputo resistere al fascino dello strano oggetto a forma di chitarra.

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