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quote: it's a beautiful thing when a career and a passion come together

Design Blogger e Aziende: come collaborare?

Il post di oggi si infila di sguincio nel calendario editoriale di Bagnidalmondo perché ispirato da un post di Brand It Up, travel blog bilingue (inglese/italiano) segnalato stamattina su Facebook da Nora di Design Outfit. Nora mi ha attirata con queste semplici parole:

sostituite la parola travel con design e avrete la perfetta corrispondenza con il mio mondo“.

Ed effettivamente Nora ha ragione. In moltissimi passaggi ho trovato similitudini con ciò che faccio ogni giorno e ho trovato anche risposte. Risposte che spesso avrei voglia di dare sia alle aziende che mi contattano (alcune con richieste decisamente poco professionali) sia alle persone (parenti, amici) che ancora non hanno capito che cavolo sto facendo.
È per questo motivo che ho deciso di condividere alcune riflessioni con voi e con i miei colleghi design blogger * (e su questo termine più sotto ho qualcosa da aggiungere)

Vi invito innanzitutto a leggere per intero il post in questione (Travel Blogger e Aziende: come lavorare insieme?) e sottolineo qui sotto alcuni punti cruciali (tra virgolette il testo originale), a cui ho aggiunto le mie riflessioni.

“Un blogger ha competenze piuttosto complesse”

… alcune aziende hanno proposto ai blogger di instaurare un rapporto di lavoro a provvigioni. Occorre quindi ribadire che il blogger non è un venditore, né un agente, né un tour-operator, ma è un media, un comunicatore, un narratore. Il blogger scrive, fotografa, disegna, racconta, ha competenze piuttosto complesse che riguardano la scrittura, il gusto visuale, la capacità crearsi una credibilità e un pubblico, l’abilità di interfacciarsi con le piattaforme web e social e di lavorare in ottica SEO.

Perfette le parole “il blogger ha competenze piuttosto complesse“. È vero, le caratteristiche che un bravo blogger dovrebbe avere sono difficilmente classificabili. Perché il risultato finale – ciò che poi emerge dal blog – è un mix di professionalità, conoscenze, esperienze passate, intuizioni, passioni e predisposizioni caratteriali. Capacità di coinvolgere i lettori ed empatia sono doti naturali che non si possono studiare o imparare, e i blogger più bravi sono quelli che hanno capito come farle fruttare.
 

“Competenza, tempo e serietà vanno retribuite?”

Per noi, la professionalità risiede prima di tutto nella cura del servizio reso, nel lavoro di redazione e di post-produzione di contenuti originali (e possibilmente esperienziali), nella volontà di mantenere alto il livello delle proprie prestazioni, consapevoli che questo richieda competenza, tempo e serietà.
Competenza, tempo e serietà vanno retribuite? Quando ci sono, sì, a meno che il blogger non esprima il desiderio assoluto di donarle gratuitamente.

Argomento caldo. Competenza, tempo e serietà vanno retribuite, sì. Senza se e senza ma. Così come va retribuito il bagaglio di conoscenze che ciascun blogger mette a disposizione nel momento in cui si occupa della redazione di un post, che sarà sempre il frutto di tutto ciò che egli ha studiato, imparato, acquisito. Gli stessi numeri raggiunti (visualizzazioni, follower & co) sono frutto di un impegno costante e delle conoscenze acquisite nel tempo (mesi, tanti mesi, spesso anni, di prove, errori, traguardi). Non si tratta di pagare solamente un post.
 

“Un bravo blogger non copia i comunicati stampa”

Noi crediamo che un bravo blogger non sia quello che copia i comunicati stampa, ma quello che è in grado di fornire contenuti unici e di qualità, abbia potere comunicativo, sappia interagire col suo pubblico in modo intelligente, sia competente e possa offrire ai suoi interlocutori una partnership strutturata.

A volte mi propongono di riutilizzare i comunicati stampa. O di pubblicare un articolo già pronto, “perché così fai prima, così non perdi tempo“.
Non ci siamo. Il blog, almeno il mio, è la mia voce. Non pubblico cose che non penso, cose che non escono dalla mia testa, cose che non ho scritto io, cose copiate da comunicati (spesso fatti anche male, e diciamolo). Ci ho messo la faccia, la mia foto, la mia firma. Se il testo fa schifo è colpa mia, se è buono è merito mio.
 

 

Sulla differenza tra blogger professionisti e blogger amatori

Nella concezione più diffusa, un blogger professionista è colui che vive per via diretta o – nella stragrande maggioranza dei casi –indiretta grazie al suo blog: bloggare fa quindi parte della sua professione. L’amatore è colui che invece si mantiene con tutt’altra professione e blogga per passione nel tempo libero.

Su questo punto aggiungo una precisazione valida soprattutto per la nostra nicchia, in Italia ancora poco conosciuta (e riconosciuta). Non tutti i bravi blogger riescono oggi a vivere di solo blogging (anzi, quasi nessuno in verità), nonostante le ore – spesso notturne – passate a scrivere e gestire il proprio blog. Pur non potendo dunque ancora definirsi “professionisti”, ci sono moltissimi design blogger preparati, competenti e professionali.  E sono sicura che un blogger professionale diventerà sicuramente un blogger professionista.
Nel post aggiungono infatti una sacrosanta verità:

Non sempre un blogger professionista garantisce una qualità migliore di un amatore e, in alcuni casi, è esattamente vero il contrario.

E allora, come dovrebbero fare le aziende a scegliere il giusto blogger?

interior design quote - Good Design has to tell a story via artidsgn.blogspot.it

 

 

Un blogger che assomigli al prodotto che racconterà

 … la scelta migliore per un brand, a nostro avviso, è quella che trova il giusto compromesso tra qualità e quantità e che sappia individuare il blogger che più assomiglia al prodotto che deve raccontare o di cui deve farsi portavoce.

Il blogger che più assomiglia al prodotto, mi piace. Ed è il motivo per cui spesso rinuncio ad alcune proposte. Se non entro in sintonia con le persone, se non credo davvero in ciò che scrivo, se non ritengo un prodotto o un’azienda all’altezza, se – semplicemente – non mi piace… io non ne parlo. Per nessun compenso. Perché dietro a questo blog c’è una persona, c’è una testa, una passione. Ci sono io. E non rifilerò a chi mi legge un contenuto che io stessa non leggerei.

Conoscerci, rispettarci, sceglierci.

Concludo con l’ultima citazione, invitandovi a leggere nel post originale i paragrafi Cosa un blogger deve garantire / Cosa un brand deve garantire / Cosa può fare un blogger per un brand. 
Da entrambe le parti è probabilmente giunto il momento di avere un approccio più consapevole delle possibilità di cooperazione professionale. In un mondo libero e non regolamentato come quello dei blogger, è la responsabilità individuale a fare la differenza: responsabilità dei brand nella selezione di un partner che porti benefici sostanziali alla propria strategia, garantendogli un trattamento professionale adeguato, e responsabilità dei blogger di offrire un lavoro serio e di qualità.
Se vogliamo che i risultati siano migliori di quanto non sono, dobbiamo rimboccarci le maniche e conoscerci, rispettarci e sceglierci.

“Un lavoro serio e di qualità”. Sta a noi blogger dimostrare di poter offrire questo alle aziende, in un periodo in cui ancora molte di loro devono capire ancora l’importanza di essere in rete.

 

Mi sono sempre occupata di arredo bagno, passando dalla produzione di box doccia alla gestione di uno showroom. Oggi per lavoro scrivo, di arredo bagno e non solo, su questo e altri blog di interni. Radici napoletane, occhi da orientale e un posto nel mondo da trovare.

Comments (10)

  • Davvero felice che il nostro post ti abbia ispirato, grazie per la condivisione 🙂

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  • Ti leggo qui dopo aver trovato il riferimento a questo articolo, pensa un po’, su Instagram!!!
    Poi ancora su Twitter dove mi sono letta l’articolo originale e, finalmente, approdo qui 🙂
    SI lavora bene con il Social Media Marketing 😀
    Molto belli i tuoi commenti e azzeccati, mi trovo d’accordo su tutto.
    Ho avuto diverse esperienze con il mio brand di collaborazione con alcuni blog ed è capitato quasi tutto “per caso” senza porsi obiettivi, senza una “strategia”, io ho trovato molta professionalità e capacità, non sempre però accompagnate da conoscenze di marketing e diciamo proposte “attive”.
    Cioè dal punto di vista di un’azienda molte delle cose che per voi blogger sono pane quotidiano non sono nemmeno prese in considerazione nè si sa che esistono, occorre quindi spiegarsi, parlare, insomma conoscersi per trovare punti di unione ed instaurare proficue collaborazioni.
    Occorre sicuramente “scegliersi” ho trovato questo concetto illuminante, non avrei saputo dirlo meglio 🙂
    A me è capitato di chiedere diversi post che sono stati puntualmente realizzati in modo impeccabile, però poi tutto è finito lì, nessun successivo contatto, nessun approfondimento, nessuna nuova proposta.
    Va benissimo per la pubblicità, ma io come artigiana avrei così tanto da raccontare…
    Secondo me, alla fine, è un’occasione perduta, no?

    reply
      • Purtroppo credo che il vero problema sia fare il grande salto, togliere alla parola blogger il vestito di hobby, ma anche rendere tangibile e misurabile l’impegno e il tempo necessari.

        reply
  • Ecco, qui ci sarebbe da parlare di un sacco di cose.
    Ma dobbiamo stare in silenzio, almeno per adesso.
    Diciamo solo che nel grande schema del Lineabeta LAB 2014 c’è un sacco di spazio per Bagnidalmondo 🙂



    Anzi, possiamo dire che tutto Home Style ha un post-it dedicato nel progetto.

    Basta, che sennò ci picchiano.

    reply
  • Lucia

    Ma che bello tutto questo fermento 🙂
    MI da belle sensazioni e…grandi speranze ♥
    Buon lavoro a tutti!

    reply
  • Ciao, ho visto il tuo repost e non potevo mancare di leggere l’ennesimo articolo veramente interessante e ben scritto.
    A questo punto, mi fa piacere avere una tua opinione: nel settore del benessere, c’è il problema che quando i consulenti sono legati alle aziende (quasi la totalità), i risultati dei loro studi immancabilmente finiscono con il gravare su quell’azienda. Ne perdono di credibilità. Per questo motivo, ad esempio, ho svincolato la mia progettazione da qualsiasi azienda, anche se di qualcuna ne seguo la direzione artistica. Lo ritengo onestà intellettuale o professionalità, come la si voglia chiamare: il progetto deve essere un vestito su misura sul cliente e sulle sue esigenze, non basato sui prodotti che posso suggerirgli.
    Con i blog non è lo stesso? Sul tuo blog vedo che riesci a trovare il giusto mix tra aziende e discussioni di interesse generale, come riesci a gestire le cose? Grazie e a presto

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